Impressioni di un visitatore…viaggio attraverso i colori di Franco Romana
Un viaggio meraviglioso chiamato vita narrato grazie alla bellezza dell’arte. Un’ala del Museo Civico di Caltavuturo ha accolto la mostra privata dei quadri di Franco Romana. “L’intolleranza” introduce il percorso sinuoso ed affascinante delle opere…si respira bellezza, perfezione, amore. Caltavururo e i colori dei suoi paesaggi fanno da sfondo…ho osservato e vissuto la mostra con passione e trasporto. Ho rivisto nelle opere di Romana “l’ossessione artistica” di Guttuso, dal ritratto di Karl Marx datato 1978, alle mani ruvide dei lavoratori che stringono le falci, al sensuale corteggiamento della propria musa ispiratrice. Una mostra che vive, che respira imponendo attenzione verso i colori, le luci, i volti. Un viaggio attraverso un “corridoio”, una passeggiata dotta che conduce agli incompiuti dell’autore. Nausica e Ulisse, la ballerina, permane il mito, sussurra agli occhi ricordi e simbologie da decifrare. E poi le donne, dal ritratto della nonna alla maternità con il suo rosso acceso e deciso…come si può non pensare a Guttuso e alla sua Marta? Surreale ed etereo il volto di una donna, uno studio dell’autore, degno d’essere paragonato alle brillantezze di Klimt. Nel suo autoritratto, puntuale e pragmatico, si apre una finestra sul microcosmo Caltavuturo, c’è sempre un “fuori”, un andare oltre, anche quando Romana dipinge le sfere più private ed intime. Il viaggio culmina nella scelta discreta ed elegante, di inserire nell’allestimento una vecchia scrivania con cassetti logorata dal tempo e dal lavoro, cavalletti, tubetti spremuti e pennelli, una poltrona dove si trova appoggiata distrattamente una giacca grigia con gli occhiali che escono appena dal taschino. Dimenticavo…sul velluto della poltrona riposa una ventiquattrore di cuoio sdrucito. A raccontare Franco Romana non ci sono soltanto i suoi quadr i, ma “pezzi” di vita vissuta che permettono a noi fruitori di entrare in punta di piedi nel suo mondo artistico…scorgere l’attimo esatto in cui l’idea, il genio si fa atto, creazione. Un grande tributo all’uomo prima che all’artista! Trovo entusiasmante l’idea che la mostra si concluda esattamente alle porte del MOPS, che confini idealmente con la sala grigia dei cartelli e delle scene dell’Opera dei pupi, dipinti sapientemente da maestri popolari con l’amore “puro” per l’arte. Vivere cercando “la bellezza ovunque”, scoprirla inaspettatamente in un museo di provincia che accoglie e racconta sapientemente le arti e la fabbrilità degli uomini a cui ha dato i natali….
Maria Albanese
La mostra dell’artista caltavuturese prematuramente scomparso è stata allestita dai suoi due figli Francesco e Andrea…sarà possibile visitarla per tutto il mese di Ottobre.