Scene e Cartelli

19 dicembre 2008

I fondali del teatro dei pupi (scenari in tela) erano dipinti con grande cura e rappresentavano accampamenti, reggie, castelli, città merlate, giardini, boschi e campagne.
Particolarmente gradevoli erano i cartelli che annunciavano gli spettacoli serali e che venivano appesi fuori dal teatro. Essi costituivano una specie di riassunto della trama e mostravano a che punto del ciclo si era arrivati.
I cartelli palermitani erano dipinti su tela e divisi in riquadri detti scacchi, in genere otto, ciascuno dei quali rappresentava una scena che si rifaceva al contenuto di una serata del ciclo.
Quelli di tipo catanese erano dipinti su un unico foglio di carta da imballaggio, nel quale si raffigurava il momento saliente e più significativo dello episodio pubblicizzato. Per chiarire meglio l’episodio l’oprante aggiungeva un foglio di carta con una sintesi dell’episodio relativo.
Poiché i cartelli rappresentavano un solo episodio gli opranti catanesi possedevano un numero di cartelli assai più numeroso rispetto a quello dei teatri palermitani.
Rinomati pittori di scene e cartelli dell’area palermitana furono Niccolò Rinaldi, detto Faraone, Nunzio Coppolone e Giovanni di Cristina, detto lo Scolimaro. Nella seconda metà del ‘900 emersero Gaspare Canino e Giuseppe Argento, che erano anche opranti, e Giovanni Salerno, un ex pittore di carri.
Nell’area catanese il più famoso pittore di scene e cartelli è stato Francesco Vasta, assieme a Gaetano Napoli ed ai suoi figli Rosario e Natale.
Incerta è l’individuazione delle fonti iconografiche dalle quali provengono i disegni e i tratti figurativi dei cartelloni. Molti sono esempi offerti da una vasta produzione di stampo e immagini popolaresche, ma ad influenzare gli artisti dell’epoca fu la pubblicazione, a partire dal 1858, della storia dei paladini di Francia di Giusto Lo Dico, in dispense settimanali corredate da disegni del Mattaliano che loro volta rimandavano a xilografie del ‘500 e del ‘600.
Gran parte degli senari in mostra al MOPS sono stati dipinti da Giovanni Salerno.

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