Il Repertorio

19 dicembre 2008

I soggetti più comuni del repertorio degli spettacoli dell’opera dei pupi di tipo palermitano rappresentano le vicende di Carlo Magno e quelle dei suoi antenati e discendenti.
Il repertorio degli opranti palermitani comprendeva anche altre narrazioni cavalleresche, episodi storici come la Storia di Ruggero il Normanno, il Vespro Siciliano, la Storia di Vittorio Emanuele e di Garibaldi, opere shakespeariane come Giulietta e Romeo, Otello e Macbeth, vite di banditi come Antonio Di Blasi detto Testalonga, Giuseppina la brigantessa, il Brigante Musolino, Pasquale Bruno, tratto da un racconto di Dumas padre, due diverse versioni dei Beati Paoli, quella del Linares e quella del Natoli, vite di santi come Santa Rosalia, Santa Rita da Cortona, Santa Genoveffa di Brabante e altri episodi religiosi fra cui la Passione e la Natività.
Questi ultimi erano tratti dal Riscatto di Adamo di Filippo Orioles, del seicento, opera ancora oggi utilizzata nelle rappresentazioni sacre della settimana santa in Sicilia e dalla Cantata dei Pastori dell’abate palermitano Perrucci, rappresentata per la prima volta con attori nel 1699.
Il repertorio dell’opera dei pupi, comunque, comprendeva principalmente le storie del ciclo cavalleresco carolingio, molto diffuse nella Sicilia dell’epoca, tra cui, nella metà del XIX secolo, la straordinaria Storia dei paladini di Francia scritta dallo scrittore di Misilmeri Giusto Lodico (1826-1906) che risistemò la materia tradizionale ricollegando tra loro le fonti narranti della storia di Carlo Magno, Orlando e Rinaldo. Egli condusse questo lavoro su opere quali l’Orlando furioso dell’Ariosto, l’Orlando innamorato del Boiardo, il Morgante del Pulci, il Rinaldo del Tasso, il Mambriano del Bello, I Reali di Francia ed il Guerrin Meschino di Andrea da Barberino..

I commenti sono chiusi.